mercoledì 29 gennaio 2014

Quiete sacra

 
Quiete sacra

Corpi distesi e nudi
si stirano e sbadigliano di piacere quieti.
Soddisfatta la promettente attesa, placata
quella sete e ogni domanda. Più non c’è da chiedere
e di ciò che sai ti accontenti allegro.
Sai di questo letto con le sue coltri avvolgenti
e di quel corpo di donna che ti respira accanto.
Ciondola un suo braccio abbandonato, segrete le dita leggere accarezzano
i morbidi peli di un tappeto rosso. Avanti, indietro e poi ancora avanti,
tracciano il dolce percorso della vita, cantano il suo lento ritmo.
Laggiù in fondo, libero un piede gioca con il vuoto, si lascia cadere, risale, oscilla.
Vola nello spazio infinito che lo separa dalla terra, già si prepara
con rinnovato slancio a calcarla, vuol correre.
Naviga anche la mia mano in questi bianchi tessuti, incontra uno ad uno
i suoi sciolti capelli sparsi. Essi fluttuano bruni, lasciandosi trasportare
dalle onde di un desiderio così intimo e sincero, così commovente…
Ogni tanto si spezza per un attimo questo denso silenzio,
gorgogliano le pance, respirano anch’esse, e cantano la loro musica.
Le sfiora l’aria fresca di questa notte, le fa rotonde e lisce,
colline e avvallamenti, miniere d’oro.
Poi il vento carezza le palpebre, spargendo miele sulla fronte:
scende ora dalle montagne quella bruma oscura che a sé ci invita.
Tra le sue braccia ci lasciamo accogliere, lieti
e già riluce tenue il mattino che ci aspetta.

Milano, 18 gennaio 2006

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